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Copertura del
porto marittimo di Bari |
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ANNO |
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PROGETTO
ARCHITETTONICO |
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COMMITTENTE |
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ESECUZIONE
MONTAGGIO |
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La copertura
piana della nuova Stazione Marittima al Porto di
Bari consiste in una struttura reticolore spaziale
vincolata con piastre e tirafondi alla sottostante
struttura intelaiata in cemento armato (i vincoli
sono realizzati in corrispondenza di ogni nodo a
livello di gronda). |
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L’organismo statico oggetto di
verifica è sito nel Comune di Bari e non
classificato in zona sismica. La struttura
reticolare in acciaio, tipo Vestrut, interamente
bullonata, è composta da giunti sferici snodabili a
cerniera e aste tubolari a sezione circolare da essi
assemblati, in modo da ottenere moduli
semiottaedrici (di lato 2,60) con tetraedri
interposti. Essa ha dimensioni esterne di 39,0 m x
39,0 m con un’altezza di 1,89 m ed è poggiata su
quattro torrini intelaiati in cemento armato che
racchiudono i corpi scala. Per rendere indipendente
la struttura dai fenomeni della dilatazione termica
sono distribuiti al contorno le seguenti tipologie
di vincolo a cerniera (reagente nelle direzioni X,
Y, e Z), a carrello unidirezionale (reagente nelle
direzioni Z e X o Y) e a carrello bidirezionale
(reagente solo in direzione Z). |
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Il problema consisteva, infatti,
nel creare un sistema di appoggi adatto alla
dimensione della struttura poggiante su soli quattro
punti. La copertura si mantiene, infatti, solo sul
punto più centrale di ognuna delle quattro torri
(con carrelli fissi). |
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Risultando in teoria gli appoggi
pochi, soprattutto in relazione alle azioni
orizzontali del vento date dall’ubicazione
dell’intervento, i tre nodi restanti di ognuna delle
torri sono vincolati in orizzontale consentendo
così, come un “pendolo orizzontale”, vincoli e
movimenti allo stesso tempo. Tali tipologie,
distribuite al contorno, consentono alla struttura
reticolare di espandersi e contrarsi rispetto alla
struttura inferiore senza che vi siano trasmesse
significative sollecitazioni. Tutti i collegamenti
sono ottenuti mediante filettature realizzate su
macchine a controllo numerico, per cui non esiste
nel sistema alcun tipo di saldatura tra i vari
componenti. La tipologia strutturale adottata
permette, pertanto, l’esecuzione della maggior parte
delle lavorazioni in officina ( dove esistono
condizioni ottimali per il lavoro e adeguate
strumentazioni per il controllo delle saldature),
riservando in cantiere l’assemblaggio dei nodi
mediante un solo perno per ognuno di essi. |
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Le lavorazioni prevalenti, cui
devono essere sottoposti gli elementi di acciaio,
sono: la marcatura, il taglio, la foratura, le
saldature (delle flange alla base dei pilastri) e il
trattamento superficiale. Le dimensioni massime
degli elementi strutturali, interamente realizzati
in officini, sono contenute e non creano problemi di
trasporto.
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Per il calcolo della struttura si è
fatto principale riferimento a tutte le normative
per il calcolo, l’esecuzione e il collaudo delle
opere in cemento armato normale, precompresso e, per
le strutture metalliche, ai criteri generali per la
verifica di sicurezza delle costruzioni e dei
carichi e sovraccarichi, oltre ai vari decreti e
circolari. I materiali rispettano poi
caratteristiche e trattamenti protettivi delle varie
norme UNI e in particolare tubi (aste della
travatura e pilastri), lamiere (flange e costole di
rinforzo), bulloni, nodi (della travatura reticolare
spaziale) e tirafondi.
Tutti gli elementi strutturali in acciaio sono
protetti contro la corrosione in base alle norme UNI
con zincatura a caldo o elettrolitica in bagno
debolmente acido. |
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