VESTRUT - STRUTTURE RETICOLARI SPAZIALI
 
 
 
VESTRUT - STRUTTURE RETICOLARI SPAZIALI
 


 

 

VESTRUT Engineering S.r.l.
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81025 Marcianise (Ce)
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Copertura del porto marittimo di Bari

 
ANNO  
PROGETTO ARCHITETTONICO  
COMMITTENTE  
ESECUZIONE
MONTAGGIO
 

La copertura piana della nuova Stazione Marittima al Porto di Bari consiste in una struttura reticolore spaziale vincolata con piastre e tirafondi alla sottostante struttura intelaiata in cemento armato (i vincoli sono realizzati in corrispondenza di ogni nodo a livello di gronda).

L’organismo statico oggetto di verifica è sito nel Comune di Bari e non classificato in zona sismica. La struttura reticolare in acciaio, tipo Vestrut, interamente bullonata, è composta da giunti sferici snodabili a cerniera e aste tubolari a sezione circolare da essi assemblati, in modo da ottenere moduli semiottaedrici (di lato 2,60) con tetraedri interposti. Essa ha dimensioni esterne di 39,0 m x 39,0 m con un’altezza di 1,89 m ed è poggiata su quattro torrini intelaiati in cemento armato che racchiudono i corpi scala. Per rendere indipendente la struttura dai fenomeni della dilatazione termica sono distribuiti al contorno le seguenti tipologie di vincolo a cerniera (reagente nelle direzioni X, Y, e Z), a carrello unidirezionale (reagente nelle direzioni Z e X o Y) e a carrello bidirezionale (reagente solo in direzione Z).

 

Il problema consisteva, infatti, nel creare un sistema di appoggi adatto alla dimensione della struttura poggiante su soli quattro punti. La copertura si mantiene, infatti, solo sul punto più centrale di ognuna delle quattro torri (con carrelli fissi).

 

Risultando in teoria gli appoggi pochi, soprattutto in relazione alle azioni orizzontali del vento date dall’ubicazione dell’intervento, i tre nodi restanti di ognuna delle torri sono vincolati in orizzontale consentendo così, come un “pendolo orizzontale”, vincoli e movimenti allo stesso tempo. Tali tipologie, distribuite al contorno, consentono alla struttura reticolare di espandersi e contrarsi rispetto alla struttura inferiore senza che vi siano trasmesse significative sollecitazioni. Tutti i collegamenti sono ottenuti mediante filettature realizzate su macchine a controllo numerico, per cui non esiste nel sistema alcun tipo di saldatura tra i vari componenti. La tipologia strutturale adottata permette, pertanto, l’esecuzione della maggior parte delle lavorazioni in officina ( dove esistono condizioni ottimali per il lavoro e adeguate strumentazioni per il controllo delle saldature), riservando in cantiere l’assemblaggio dei nodi mediante un solo perno per ognuno di essi.

Le lavorazioni prevalenti, cui devono essere sottoposti gli elementi di acciaio, sono: la marcatura, il taglio, la foratura, le saldature (delle flange alla base dei pilastri) e il trattamento superficiale. Le dimensioni massime degli elementi strutturali, interamente realizzati in officini, sono contenute e non creano problemi di trasporto.

Per il calcolo della struttura si è fatto principale riferimento a tutte le normative per il calcolo, l’esecuzione e il collaudo delle opere in cemento armato normale, precompresso e, per le strutture metalliche, ai criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi, oltre ai vari decreti e circolari. I materiali rispettano poi caratteristiche e trattamenti protettivi delle varie norme UNI e in particolare tubi (aste della travatura e pilastri), lamiere (flange e costole di rinforzo), bulloni, nodi (della travatura reticolare spaziale) e tirafondi.
Tutti gli elementi strutturali in acciaio sono protetti contro la corrosione in base alle norme UNI con zincatura a caldo o elettrolitica in bagno debolmente acido.

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