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Nuova
stazione doganale di Orasje
(confine tra Bosnia Erzegovina e
Croazia) |
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ANNO |
2000 |
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PROGETTO
ARCHITETTONICO |
Ettore Ventrella, Antonio Volpe
Napoli |
ESECUZIONE
MONTAGGIO |
Vestrut Engineering S.r.l. – Napoli
Z.P. UMEL - Tuzla |
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La struttura
spaziale di copertura alla stazione doganale di
Orašje è stata realizzata con una piastra a doppio
strato di modulo semiottaedrico regolare di
dimensioni mt. 88,50 per mt. 42,00. Le dimensioni
del modulo di base sono mt. 3,00 x 3,00 con
un’altezza di mt. 1,90. |
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L’intera piastra – circa 3.700 mq –
è sostenuta da otto torri in acciaio, con
collegamenti diretti – alla quota d’imposta della
travatura reticolare – e con 12 stralli per ciascuna
torre collegati all’estremità superiore della torre
stessa.
Ogni torre è composta da quattro pilastri a sezione
circolare cava del diametro mm. 406,4, di spessore
mm. 8,0 e alti 12,0 mt., tra di loro collegati da
angolari calastrellati posti alla stessa quota della
struttura spaziale, in modo da confondersi con il
reticolo della travatura reticolare stessa.
Di particolare interesse è il collegamento
realizzato tra la struttura reticolare spaziale ed i
pilastri di sostegno; per cui non volendo creare
interruzione nella maglia modulare, è sorta la
necessità di “innestare” le aste della spaziale
direttamente all’interno del pilastro circolare,
senza nessun elemento di separazione. |
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Il problema è stato risolto
cambiando, in corrispondenza degli appoggi, la
tipologia del nodo; infatti le aste che convergono
sui pilastri sono caratterizzate dall’avere
all’estremità, terminali di tipologie differenti: da
un lato il terminale a martello del sistema Vestrut
e dall’altro un perno folle. Quest’ultimo è
provvisto di due dadi serrati alla punta che
consentono di avvitare il perno stesso all’interno
di una “borchia” saldata sul pilastro. |
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L’intento di realizzare dal punto
di vista strutturale un collegamento valido ed, allo
stesso tempo, elegante dal punto di vista
architettonico, ci ha costretti a superare le
difficoltà tecnologiche di realizzazione di questo
piccolo elemento di raccordo, che inclinato nello
spazio secondo due direzioni e saldato su di una
superficie curva, è stato chiamato ad assolvere il
compito di trasferire gli sforzi dell’intera
struttura reticolare ai pilastri di sostegno. Tali
difficoltà si sono ancor più evidenziate per il
fatto che la progettazione di tutta l’opera è stata
realizzata a Napoli dalla Vestrut, mentre la
costruzione è stata affidata anche alla Z.P. Umel
con sede a Tuzla. |
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La prima azienda, specializzata
nella realizzazione di strutture reticolari
spaziali, si è occupata della costruzione di tutti
gli elementi della travatura reticolare, degli
stralli, degli arcarecci di sostegno alla lamiera di
copertura e di tutti i particolari di collegamento,
mentre le torri sono state realizzate dall’azienda
bosniaca.
Il montaggio della struttura è stato eseguito in
quattro fasi, una per ogni coppia di pilastri,
costruendo quattro strutture indipendenti e poi
collegandole in quota a formare un unico organismo
statico. Per il sollevamento di ogni concio di
struttura sono state utilizzate contemporaneamente
due autogrù che, una volta portata in quota la
spaziale hanno atteso che ogni asta di collegamento
ai pilastri fosse opportunamente fissata alle
“borchie”. |
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